Normativa Raee

Normativa Raee

Qual’è la normativa RAEE da seguire?

In Europa la regolamentazione alla quale si devono attenere i centri di smaltimento RAEE è la Direttiva raee del 2012/19/EU, che è stata emessa in sostituzione delle normative precedenti, 2002/96/EU e 2003/108/EU, e che regolamenta i criteri ed i metodi con cui le aziende devono trattare i RAEE.

La normativa si pone una serie di obiettivi tra i quali è compreso anche quello della “prevenzione” riguardo alla produzione di questa tipologia di rifiuto, e riguarda anche la riduzione dell’uso di sostanze pericolose, la promozione del recupero, del riciclaggio e del reimpiego delle parti idonee.

Nel nostro paese le direttive europee furono recepite inizialmente con il Decreto Legislativo 151, emesso il 25 luglio 2005, nel quale venivano indicate le modalità di funzionamento del “Sistema di gestione dei RAEE” in Italia.

In seguito, il 14 Marzo 2014, è stato emesso il Decreto Legislativo n. 49 che ha sostituito il precedente, implementandolo con l’introduzione di alcune novità molto interessanti tra le quali un eco-contributo, destinato ai produttori di queste apparecchiature che serve ad abbattere i costi di smaltimento una volta terminata la “vita” dell’apparecchiatura stessa.

Un contributo che è stato inserito come maggiorazione del costo finale e quindi a carico del consumatore. Altre novità riguardano l’istituzione di un registro al quale sono obbligati ad iscriversi tutte le aziende che operano come centri di trattamento dei rifiuti RAEE e l’inclusione in questa tipologia di rifiuti anche dei pannelli fotovoltaici.

Nel 2016 sono stati emessi sia il il Decreto Ministeriale “Tariffe per la copertura degli oneri derivanti dal sistema di gestione dei rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche”, nel quale sono stati fissati sia i prezzi e che modalità di versamento degli importi a copertura degli oneri per il funzionamento del “Comitato di Vigilanza e Controllo e del Comitato di Indirizzo RAEE” che il decreto conosciuto come “Decreto uno contro zero”, nel quale si istituisce l’obbligo di creare dei punti di raccolta a titolo gratuito dei prodotti elettronici a “fine vita”, senza che sia necessario un nuovo acquisto da parte del cliente.

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Questo obbligo riguarda i negozi che vendono apparecchiature elettriche ed elettroniche e che abbiano una superfice di vendita maggiore di 400 metri quadrati.

Quale è la normativa attuale in Italia sui rifiuti raee?

Una regolamentazione dell’Unione Europea stabilisce che i RAEE, rifiuti allo stesso tempo pericolosi e preziosi, debbano essere smaltiti o recuperati solo in paesi che possiedono le necessarie attrezzature e adeguata legislazione.

Per quanto riguarda i rifiuti RAEE prodotti in Italia la quota di smaltimento corretto è del 35% e negli anni dal 2009 al 2013 sono stati 299 i siti sequestrati nei quali venivano gettati, senza controllo, rifiuti di ogni tipologia. In molti casi inoltre questi rifiuti vengono indirizzati in paesi esteri nei quali i controlli sono molto più blandi, dando così vita a situazioni dannose per ambiente e persone.

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